Fondamenti di Discorso Ittico

–Ti mangio!– miagolò Alice.

–I miei aculei ti trafiggono.– grugnì Myrna.

–Calo dall’alto e ti ribalto!– bubolò Alice.

–Ti mordo, avvolgendoti nelle mie spire.– sibilò Myrna.

-Aspetta, ce la fa un serpente a mordere un gufo al volo?

-Ce la fa. Visto succedere.

Esentate dalla lezione di quella mattina, ghiandaia e corvetta volavano in direzione della Polla Grigia. Avevano appuntamento con il professor Christian, docente delle classi avanzate, pioniere del Discorso Ittico. La scienza di parlare ai pesci (o perlomeno provarci). Ad Alice non era venuta in mente specializzazione più improbabile. Saranno state quasi a metà strada quando Myrna, di punto in bianco, aveva proposto di giocare a “Ti Mangio”. Alice ci giocava sempre, da piccola, coi suoi fratelli. La stupiva che anche la corva lo conoscesse.

–Mi divincolo e ti mordo la testa!– squittì Alice.

-Hai perso.

-Cosa?

-Hai perso. Il morso del mio serpente ti rimane attaccato, se diventi un topo. Non puoi scappare, hai perso. Ho vinto.

-Ma che regole sono? Non è così che

-Hai perso. Ho vinto.

-No e no!

Il battibecco sulle regole del “Ti Mangio” le tenne impegnate finché, raggiunto il fondo di una stretta valle, non avvistarono la Polla Grigia. Uno specchio d’acque torbide di modeste dimensioni, ma brulicante di vita. Banchi di sagome scure guizzavano sguscianti appena sotto la superficie.

Il professor Christian e i suoi assistenti erano già lì. Alice e Myrna si fermarono su un ramo a osservarli: c’era chi compiva rapidi voli a bassa quota, rompendo di tanto in tanto il pelo dell’acqua con la punta dell’ala; altri sorvolavano lo stagno in ampi cerchi, lasciando cadere semi, bacche o sassolini.

-Voi dovete essere Myrna e Alice- disse una ghiandaia, venendo a poggiarsi sul loro stesso ramo -Vi aspettavo.

Il professor Christian era ancora giovane, ma la magrezza e il marrone delle piume, troppo chiaro, gli davano un’aria malaticcia. I suoi modi erano spigliati e gioviali.

-Non sapete quanto mi avete fatto felice!- cinguettò -È bello constatare come la propria materia d’elezione, per quanto dai più considerata “di nicchia”, continui a destare curiosità.

Alice stava per rispondere con una frase di circostanza, ma Myrna la precedette: -Ho chiesto alla rappresentante di portarmi dal professore con la specializzazione più assurda.

Per un attimo Alice temette di perdere le piume per l’imbarazzo, ma se il professore se l’era avuta a male, non dava a vederlo.

-Perbacco!- ridacchiò -Beh, riconosco che i miei studi possano apparire… eccentrici? Come li definireste?

-Uno sforzo inutile.- affermò Myrna.

-Myrna…- balbettò Alice, sgomenta. La corva non sapeva proprio comportarsi.

-Oh bella!- esclamò il professore -Se è questo ciò che pensi, cosa ti porta al mio laboratorio?

-La rappresentante. A lei ho chiesto quale materia fosse, a suo giudizio, la più assurda. L’ho già detto.

Alice si fece piccola piccola, mentre il professor Christian, sempre meno gioviale, evitava di guardarla. -Ahh, dannazione. Comincio a temere che questo nostro incontro potrebbe rivelarsi una spiacevole perdita di tempo. Dimmi solo una cosa, Myrna. Cosa ti spinge in questa ricerca dell’assurdo?

-Non l’assurdo. Io cerco il progresso.- dichiarò la corvetta, e tacque.

-…Temo dovrai spiegarti meglio.

-Si chiama “assurdo” ciò che non si comprende. Progresso è comprendere l’assurdo. È il mio assioma. Così scelgo di applicare gli insegnamenti dell’Imperatore Corvo.

“Questa non c’è tutta con la testa” si trovò a pensare Alice.

-Caspita!- fece il professor Christian -Vedo che al Nido cominciate a dilettarvi coi sofismi fin dalla più tenera età. E dimmi, Myrna, cosa riesci a comprendere nel mio presunto assurdo?- con un’ala accennò alla polla assediata dagli svolazzi dei suoi assistenti.

Senza prendersi nemmeno un istante per pensarci su, Myrna si mise a parlare a macchinetta: -Da quel che vedo usate la superficie dell’acqua come tramite. In mancanza del suono. Tentate di stabilire un contatto. Condividere un codice. Sistema di cerchi concentrici sul pelo dell’acqua. Facendoli scontrare, notevole varianza. Abbastanza per farne una lingua. Da sotto avrebbero modo di rispondere. Ma ancora non avete un vocabolario condiviso. Ora state lavorando su messaggi simili ma opposti. Al cerchio grande, tocco d’ala forte, fate seguire la caduta di una pietra. Al cerchio piccolo, tocco d’ala dolce, la caduta di commestibili. Andate/Venite, direi. Sì, è così.

Il professor Christian era basito. Alice pure. Più che altro perché, a giudicare dall’espressione del prof, Myrna ci aveva preso.

-Il punto è: sono interessati?- aggiunse la corvetta -Hanno qualcosa da dire?

-Ti stupirà sapere che in varie occasioni sono stati loro a stabilire un contatto- borbottò il professore, piccato -Certo, sono forse solo dei singoli a mostrare interesse, e dal momento che loro amano muoversi come stormo, come sciame, non è facile stabilire contatti indisturbati. D’altronde, i recenti studi…

Il professor Christian finì per tenere una piccola conferenza, cosa che parve sfogarlo. Quando si accomiatarono, lo fecero in termini amichevoli.

-Allora. Soddisfatta?- domandò Alice durante il volo di ritorno.

-I pesci non mi interessano.

-Un buco nell’acqua, insomma.

-Fai dello spirito?

-Non sia mai. Io l’ho trovato interessante, però, più di quel che pensassi. Forse non è impossibile. Bisognerebbe individuare le condizioni ottimali, qualche trota ben disposta…

-Mi sono piaciuti i cerchi.

-Cosa?

-I cerchi. Sull’acqua.

-Ah.

-Mi interessano le forme. Il prossimo insegnante che mi farai incontrare sarà uno che si occupa di forme.

Alice restò senza parole. Non sapeva cosa pensare di quella corva. Un attimo sembrava intelligentissima, l’attimo dopo completamente pazza.

-Non… non so se ce ne siano…

-Informati.

Giunte all’Accademia si separarono senza un saluto. Alice ci rimase un po’ male, ma comunque andava di fretta. Sperava di essere in tempo per raggiungere gli altri alla Loggia.

Aveva appena spiccato il volo che una sagoma nera le planò accanto, tagliandole la strada.

-Rallenta! Non si va così veloce nei pressi dell’abitato. Almeno, al Nido funziona così.

Un corvo adulto incombeva sopra di lei, librandosi senza battere ala. Il professor Donovan.

-Ti ho vista con Myrna. Devi essere la sua rappresentante. Che tipino, la nostra Myrna, eh? A ogni modo, cercavo proprio te.

-Me?- Alice represse un sospiro. Questi corvi non volevano lasciarla in pace.

-Parlami di Finnegan.

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